Tesi in carcere

Domanda:
Salve Dott.Tiozzo
Mi chiamo Oriana e sono una studentessa siciliana, a novembre completerò la triennale in scienze e tecniche psicologiche. Avrei,se fosse possibile, due consigli da chiederle. Il primo riguarda l’elaborato finale che sto preparando. L’argomento è il carcere, a mio parere mondo così vasto e complesso che ho deciso di trattarlo da più punti di vista…e cioè secondo l’approccio sociologico, psicologico e pedagogico…considerando anche che il mio corso di laurea è in Scienze umane e sociali.Secondo lei potrebbe apparire riduttivo?
Il secondo consiglio riguarda la magistrale, che vorrei conseguire a padova in psicologia del lavoro sociale e della comunicazione.Come ambito della psicologia mi attira parecchio, ma avendo una prima formazione clinica mi trovo un pò disorientata…per cui se potesse orientarmi sul percorso che andrò ad affrontare, sulle possibilità lavorative, e su qualsiasi altra cosa, non so come ma le sarei grata! Grazie e complimenti per il blog è davvero interessante! Cordiali saluti
Oriana

Risposta:
Cara Oriana,
se vuoi fare una bella tesi devi puntare sulla sperimentale. Va bene trattare l’aspetto psicologico e sociale; sul pedagogico e sul sociologico va bene approfondire a seconda dell’oggetto specifico di indagine su cui intendi concentrarti. Per esempio potresti studiare le rappresentazioni sociali del criminale somministrando dei questionari con il metodo delle libere associazioni e analizzando con Spad_t o utilizzare differenziali semantici. Servono almeno 80 soggetti se vuoi ottenere risultati decenti, e poi somministrare lo stesso strumento a un gruppo di controllo di incensurati. Oppure potresti analizzare come cambia la leadership, l’empowermet e i comportamenti prosociali in un gruppo di carcerati che lavorano all’interno del carcere, confrontandolo con un gruppo di controllo di carcerati che non lavorano, qui devi creare un quesionario a doc o fare delle interviste, usare Spss per analisi quantitativa e Spad_t per analisi qualitativa. Ci sono mille aspetti di psicologia sociale che potresti analizzare, il primo è quello più facile, ho fatto anch’io una tesi simili alla triennale, negli ospedali. Spero che te la cavi bene con la statistica, perchè non so in Sicilia, ma a Padova le tesi bibliografiche sono valutate zero o un punto quindi rischieresti di lavorare per niente piuttosto concentrati su una tesi sperimentale.
Per quanto riguarda la specialistica a Padova è a numero chiuso, ogni anno cambiano i criteri di acceso, di solito si può iscrivere chi si laurea con un voto intorno a cento, non so di preciso quanto e poi parti con dei debiti per pareggiare gli esami che ti mancano della triennale.
Il corso di laurea è molto interessante e non è difficile anche se cisono molti esami, è la prima facoltà d’Italia. 1/3 degli esami sono di statistica, 1/3 psicologia del lavoro/formazione e organizzazione HR, 1/3 comunicazione.
Per quanto riguarda gli sbocchi professionali ti posso dire che sono gli stessi sia per psicologia clinica che psicologia del lavoro, perchè dopo che ti sei laureata ti considerano psicologa e basta, a nessuno interessa l’indirizzo.
Purtroppo nel mondo del lavoro la figura dello psicologo non esiste, anche se è quello che ti vogliono fare credere quando ti iscrivi all’università, nelle aziende all’ufficio del personale non troverai mai esperti di HR psicologi. Se vuoi lavorare come psicologo il lavoro te lo devi inventare.
Io ti consiglio di studiare quello che ti piace e fare se possibile esperienze nel settore. In passato e più che mai oggi, quello che conta è il capitale sociale, quindi se hai parenti psicologi o conoscenze influenti ti puoi inserire facilmente nel mondo del lavoro altrimenti è veramente difficile inserirsi professionalmente.
In bocca al lupo
Ilenia

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