Crisi economica – Evoluzione/Devoluzione sociale


Povertà, crisi economicaAnalisi personale sulla situazione economica politica dell’Italia.
Non è mia intenzione fare politica o demagogia. Non sono un’esperta ma una cittadina che vede quello che i mezzi di comunicazione di massa vogliono mostrarci. Berlusconi si è dimesso, parlamentari che si scambiano le poltrone, non lavorano, fanno leggi su misura, speculazioni…
Dal mio punto di vista nelle piazze vanno a protestare quelli che non lavorano, ma se non lavorate e non pagate le tasse cosa ve ne frega che al governo ci sia un ladro o un truffatore? Non so cosa ci sia da festeggiare o da piangere se Berlusconi annuncia le dimissioni…
Occorre una vera riforma legislativa a partire dai contratti di lavoro. Se venissero agevolati i contratti a tempo indeterminato ovvero riducendo le tasse su questi, i datori di lavoro sarebbero costretti a sottoscrivere contratti a tempo indeterminato, i giovani potrebbero richiedere investimenti e l’economia riprenderebbe a girare… e invece contratti ridicoli ci costringono a rimanere bambini in casa con i genitori perchè le banche non ci concedono il mutuo. Questo crea sfiducia, demotivazione, fuga reale o psicologica dal Paese e dalla realtà. Chi si impegna al giorno d’oggi? E’ troppo rischioso farlo!
La crisi economica ha portato a un ritorno dell’importanza della famiglia e dei valori di solidarietà dei piccoli gruppi. Ciò se da un lato è positivo, dall’altro favorisce l’isolamento e la diffidenza per gli altri gruppi specie per quelli più deboli dai quali temiamo di essere assorbiti, perchè prossimi a noi ma inferiori, minacciano la nostra posizioni precaria.
In sostanza per paura di diventare più poveri cerchiamo di ridurre i più poveri ad una condizione di maggiore povertà per allontanarli da noi.
Ho detto poveri, ma potevo dire stranieri, emarginati, disabili…

E dei nostri titoli di studio che ne facciamo? Ci vogliono far credere che istruzione porta benessere ma è una balla colossale, un modo per ritardare la nostra entrata al mondo del lavoro. Il mercato è saturo, servono specializzazioni, intelligenza pratica, manualità.
E invece lo stato obbliga a studiare, a lavorare gratis, a iscriverci ad ordini che esistono solo in Italia, e agevola i pensionati che vogliono continuare a lavorare. Ai datori di lavoro conviene assumere pensionati e tenere giovani in stage. È una gran presa per il culo legittimata!

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