Psicogenealogia: i defunti “vivono” con noi


La psicologia transgenerazionale sostiene che i nostri antenati ci influenzano attraverso costrizioni ereditate. Inconsciamente ereditiamo sensi di colpa ed obblighi morali, mantenendo in vita i defunti.
Come per gli animisti e per le tribù primitive che idealizzavano l’aldilà e la morte attraverso oggetti e significati simbolici connessi al morto – che rimane presente – e alla vita ultraterrena.
Per fare qualche esempio una donna che non riesce ad avere figli potrebbe essere che stia scontando la pena per una zia che ha abortito, o ancora generazioni successive di gemelli potrebbero voler risolvere l’imparzialità tra i figli, o altro un uomo che non trova la donna giusta potrebbe trovare spiegazione nei conflitti di un antenato vicino.
Tali obblighi morali si ereditano inconsciamente, spesso non conoscendo la vera storia della nostra famiglia e questo perchè le azioni delle persone spesso hanno motivazioni inconsce e in sottilissimi discorsi o gesta si trasmettono ansie, paure, sensi di colpa, di generazione in generazione, e il morto continua a vivere, ovvero rimangono le questioni che egli non ha portato a termine e noi ci assumiamo involontariamente la responsabilità di concludere.
È importante sapere chi siamo, la nostra storia e prendere coscienza degli eventi passati, per comprendere il presente e agire con consapevolezza nel futuro.

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