Pena di Morte e Psicologia


Pena di morte e esecuzionePena di morte a favore o contro?
Non è facile schierarsi, troppi gli elementi da considerare.

Innanzitutto mantenere un detenuto a vita è costoso per la società, inoltre molti criminali non sono neppure pentiti dei reati commessi. Succede però che dei condannati si siano rivelati innocenti a seguito di indagini successive la loro morte.

Quello che credo io è che non siamo padroni di decidere della vita delle persone. Scontare l’ergastolo forse è peggio della morte. Forse come ultimo desiderio si potrebbe chiedere al colpevole di esprimere una preferenza.

Ma quello che dovrebbe sostenere uno psicologo, e mi domando perchè non succede in tutti i paesi, è la riabilitazione, dovremmo preoccuparci della salute mentale dei delinquenti e dei pazzi, specialmente con la prevenzione.

La pena di morte non è un mezzo preventivo, lo dimostra il fatto che nei paesi dove essa è legale non ci sono meno delitti.

Se aumentassero gli investimenti nei servizi sociali e sanitari, ovunque, non solo in Italia, nella mediazione e integrazione degli emarginati, sarebbe un primo passo verso una minore incarcerazione dato che come sempre il problema sono i costi.


Per quanto riguarda chi ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’omicidio di un parente, apro una breve parentesi psicologica, anche se preciso che lo stesso discorso è comune a tutti gli esseri viventi.

Umanamente abbiamo bisogno di vedere un assassino morto perchè identifichiamo il male nella persona, per cui questa continuerà a rappresentare una minaccia seppure rinchiusa.

L’eliminazione fisica del male è un’illusione perchè poi lo identificheremo altrove rinnovando ansie e paure. Ciò è dimostrato dal fatto che negli Stati Uniti c’è una maggiore produzione di film tragici, Horror, d’azione: questi riflettono le paranoie della società che a sua volta sono continuamente alimentate (dalla società stessa e anche dai media) e il tentativo di esorcizzare il male.

Dovremmo rapportarci in modo più intelligente e razionale al tema della giustizia e della pena.

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Comments
2 Risposte to “Pena di Morte e Psicologia”
  1. maurizio scrive:

    il tema della pena di morte non è di facile discussione, son d’accordo.
    Capisco che a livello emotivo possa crearsi la rabbia contro chi commette crimini orribili e che si chieda sia “giustiziato” il colpevole. Ma la mia opinione è che non si ha il diritto di togliere la vita a qualcuno, nemmeno si fosse sicuri del colpevole condannato alla pena di morte.
    Impegnarsi per la “riabilitazione” di chi ha commesso reati capitali? Certo, ma ci son persone diverse, con storie diverse, con caratteristiche diverse, non è semplice.
    La questione di coscienza si porta poi sul piano pratico e si scontra con la questione dei costi.
    Come alternativa si possono ipotizzare impieghi socialmente utili, ad esempio la pulizia degli spazi verdi, dove le immondizie non mancano e fino anche alla pulizia di servizi igienici pubblici. Non sarebbe certo facile organizzare la gestione dei detenuti in questione nella sorveglianza e nello svolgimento, ma si potrebbe sperimentare la cosa iniziando intanto, no?

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  2. santorovv scrive:

    La pena di morte, in uno stato come la California, ad esempio, non viene decisa per un mero capriccio di un giudice o di giurati “cattivi” e quindi senza “cuore”….. una volta che tizio uccide una o più persone per rapina o per altri motivi (non ha la minima importanza sulla gravità del crimine) secondo il mio modesto parere (ho lavorato a servizio della legge per 35 anni) ha deciso di rinunciare anche alla sua vita!!!! quale riabilitazione potrebbe essere possibile…..solo Dio, per chi ci crede, ha il diritto/dovere di perdonare e riabilitare un soggetto del genere!!! Sicuramente la pena di morte non è un deterrente contro altri crimini uguali….. forse è vero…. ma lo stesso criminale difficilmente potrà ripetere quell’azione!!!!

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