Ansia esistenziale


DOMANDA:
Ciao dott.ssa Tiozzo, sono molto preoccupata per il mio ragazzo.. Lui ha 20 anni e vive continuamente in uno stato di paranoia e ansia… Gli propongo di fare qualche viaggio, di imparare a suonare o assistere a qualche concerto visto che gli piace la musica, almeno per svagare e fare qualcosa di diverso, ma niente. Ripete che tutto gli da noia, soprattutto in alcuni periodi. All’inizio credevo si trattasse di semplice stress visto che frequenta l’università e spesso è sotto esame, ma poi ho capito che non è questo il motivo. Quest’estate è andato a fare un viaggio con un amico, mi ha detto di aver provato timore ed ansia di uscire. Ha strani timori di cui non ne capisce la causa.. Gli ho chiesto di parlarne con uno psicologo o almeno con i suoi genitori, ma non mi da ascolto. Per questo le ho posto questa domanda.. sono preoccupata perché a volte arriva a dire che non ha più voglia di vivere, che pensa al suo passato, a tutto ciò che ha fatto in v! ita e si rende conto che non è felice, che ha paura di stancarsi di tutto, perfino di se stesso. Mi dia qualche consiglio, la prego, io cercherò di convincerlo a parlare del suo problema con qualcuno.. la ringrazio!

 

RISPOSTA:
Cara Samantha io credo che questi siano i sintomi di un malessere e depressione se si protraggono da mesi. Quello che ti posso dire è di stargli vicino come ritieni opportuno, avendo cura anche di te stessa.
Dato che il tuo ragazzo è studente, l’Università offre servizi gratuiti di ascolto con psicologi competenti, io gli consiglierei di avvicinarsi a questo servizio, anche solo per provare, si tratta di una consulenza rivolta a studenti e lui non avrebbe la percezione di andarci perchè “è disturbato”, ma semplicemente in qualità di studente che fa richiesta di un servizio che gli spetta.
In bocca al lupo ad entrambi.

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Comments
4 Risposte to “Ansia esistenziale”
  1. ross scrive:

    Sono una ragazza di 30 anni e tutto il mese di giugno lo passato con attacchi di panico fortissimi ma non sapevo di che si trattasse ad un certo punto inizio con dei pensieri strani riccorrenti alla vitae tipo che set razione tutto gira intorno a noi chi siamo che dobbiAmo fare qua poi ho iniziato a soffrire anche di deserelizzazione e deperpersonalizzazione insomma una tragedia vedere gli altri come corpi con solo mente e immaginavo come siamo fatti in un modo molto distorto mi sono recata da una pischiatra la qualea mi ha prescritto valdoxan da 25 mg lei dice che devo stare tranquilla che si tratta di un forte stress e anche di una fase di crescita dato che mi sono sposata molgo giovane ho fatto tante cose e adesso mi ritrovo cosi bo non lo so devo guarire assolutamente rispondetemi

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    • Ilenia scrive:

      ciao Rossella, io non credo che tu abbia bisogno di uno psichiatra, le persone malate non hanno la consapevolezza e la lucidità che hai tu. Mi chiedo perchè tu non sia andata da uno psicoterapeuta. In ogni caso è normale avere dei periodi di stress. Dici che devi guarire assolutamente ma la malattia te la sei diagnosticata da sola, essere stressati non significa essere ammalati, al contrario potresti far ammalare il tuo corpo con i farmaci che prendi.
      Ritengo che la tua sia più una ricerca di interiorità, un dare un senso alle cose, è giusto riflettere, ed è giusto confrontarsi con gli altri per evitare di chiudersi in se stessi. forse stai cercando delle attenzioni per questo vuoi essere ammalata così gli altri si possono accorgere di te. Scusa se sono diretta nel dirti queste cose ma dal momento che sei una persona riflessiva devi ragionare su tutte le possibilità.
      In bocca al lupo
      Ilenia

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  2. marcp scrive:

    Salve. Mi chiamp Marco , ho 26 anni quasi 27. Vorreo un consiglio la prego. Fin da piccolo ho sofferto di fobie che agli occhi della gente e anche di fronte a me stesso erano considerate inutili come la paura di vomitare. Ricordo ancora che a 11 anni quando vomitai per influenza dopo qualche mese avevo panico ogni volta che mangiavo. Adesso questa paura e’ passata. In fatto e’ che nel 2008 ho iniziato a soffrire di un altro panico, credo che sia dovuto alla costante paura di non esistere più…insomma…non riesce o a scriverlo neanche…la paura di morire. E fin ad adesso ogni volta che sento un tremolio nella parte del cuore o quando senza motivo mi viene una veloce tachicardia entro nel panico…cerco di evitare di dirlo sempre a mia madre..dal 2008 ho preso lexotan..cipralex…adesso prendo 12 gocce di dopraxin. In realtà avrei tanto da scriverle.Purtroppo non ho alcuna persona accanto a me o con la quale poter parlare liberamente di questa paura che la considereranno sicuramente e ovviamente una paura di tutti. La morte..lo so..e’ naturale..ma soffro tanto al pensiero che molti ragazzi come me li vedo meno stressati o che almeno non sono ossessionati da questa paura! Non mi vergognerei di coonsiderarmi pazzo o mentalmente instabile..e credo che questo mio problema e altri siano genetici visto che una zia paterna soffre da sempre di disturbi però molto più gravi e considerati disturbi mentali come visioni o sentire voci..cose che io grazie al cielo non ho mai avuto. Sono un ragazzo che purtroppo osserva tutto..mi immedesimò negli altri..nei loro problemi..quando muore qualcuno mi metto nei suoi panni un attimo prima della sua morte..mi creda..sto troppo male a dover quasi sempre essere cosi…spinto dalla curiosità su tutto…fino all’ esistenza…all’esserci in questo momento…allo scrivere…a ogni singola parola esistente che spesso per me non ha un senso…insomma vorrei vivere serenamente la mia esistenza senza dover avere paura di quando o come muoriro o cosa succederà dopo…cosa sarò..il fatto che non ci sarò…non posso sentire parlare di queste cose che dopo pochi minuti mi viene “credo che sia quello” il panico. Qualche anno fa lo stesso cardiologo mi ha sconsigliato di farmi la visita perche secondo lui non ho niente…pero adesso ho fatto un altra prenotazione in un altro posto…sia per routine che per paura. la prego..ho letto dalle sue precedenti risposte che e’ anche molto sincera e anche per questo vorrei un consiglio…una sorta di diagnosi a primo impatto…ho pensato di andare a parlare con qualche psicoloro visto che non l ho mai fatto ancora! E’ che molti sono a pagamento e non posso permettermeli e sto cercando un modo per andare da qualche gruppo in città che e’ “Messina” o da qualcuno che fa incontri gratuiti. Comunque attendo qualche suo consiglio. Un saluto da Marco.

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    • Ilenia scrive:

      Ciao Marco, si ti consiglio di frequentare qualche gruppo, magari sull’autostima, ritengo spesso sia più utile lavorare in gruppo. A parte questo tuo pensiero costante della morte hai qualche interesse nella vita? Pensando sempre alla morte rischi di non vivere. So che ti sembrerà una frase fatta, ma cerca di uscire e divertirti. La malattia di tua zia è una cosa che non ti riguarda, non cercare delle giustificazioni. Concentrati sulle tue passioni e vivi.

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