Internet e sessualità


Internet è nato con lo scopo di diffondere informazioni di qualunque genere nel mondo a tutti. Ma come nella realtà, anche nella virtualità i materiali più ricercati, riguardano il sesso e la pornografia.
E se in passato erano gli uomini più interessati a questi argomenti, ora anche le donne nascoste (anche se non completamente) nel web si destreggiano e cercano nuovi significati, ottenendo spesso maggiori informazioni e feedback rispetto agli uomini.
Il primo approccio del cybersesso riguarda il materiale pornografico. Esistono milioni di siti gratuiti a cui si può accedere privatamente per scaricare film hard o ancora sexy-shop virtuali dove fare acquisti senza essere osservati, oltre che una marea di immagini informazioni non sempre di qualità su tutto ciò che riguarda sesso e perversioni.
L’ esperienza virtuale della sessualità è vissuta a tutte le età dall’adolescenza agli 80 anni, in modo individuale, con amici e nella coppia.
Chat, video chat e social network sono ambienti che solo al primo impatto vengono utilizzati per lo scambio di relazioni amicali, ovvero quello di restare in contatto con gli amici è solo una delle funzioni dell’ambiente virtuale, spesso la più marginale, perchè il vero motore che spinge a navigare in facebook, in badoo, in meetic in ciaoamigos e in altre chat è la ricerca dell’altro sesso, di relazioni affettive ma sopratutto e sempre più frequentemente la ricerca della trasgressione e degli incontri virtuali che poi si trasformano in reali o rimangono virtuali e possono divenire perversi.
Il mutamento della società, del lavoro, dei valori e la tecnologia hanno favorito il cambiamento di abitudini e stili di vita.
Oggigiorno tutti abbiamo internet a casa. Sempre più diffuso è l’utilizzo del computer anche nei luoghi di lavoro in tutti i settori e un po’ a tutti i livelli. In un certo senso anche mentre stiamo lavorando, nel nostro ufficio, non siamo soli perchè ci sono i nostri amici on line che anch’essi stanno lavorando nel proprio ufficio, e con i quali possiamo scambiare qualunque informazione. Questo se da una parte è positivo, può favorire l’interazione, dall’altra scema il valore degli incontri reali, cambia l’approccio tra le persone, cala il desiderio di incontrarsi realmente e vivere esperienze vere. La comunicazione virtuale non si può uguagliare a quella reale perchè manca la comunicazione non verbale, ovvero un feedback indispensabile nella co-creazione di un senso che si ha attraverso l’ascolto anche inconsapevole del tono della voce, l’espressione del viso, i movimenti del corpo. È praticamente impossibile che ci sia empatia on line.
Dunque cambiano le abitudini, ci si vede meno spesso in piazza e si diventa più individualisti. La possibilità di chiudere conversazioni con un click, il chattare contemporaneamente con più persone di argomenti diversi svuota di significato le relazioni.
Lo stare al di là mette in moto una serie di meccanismi per cui ci si sente più liberi di raccontarsi, ma anche di mascherarsi e mentire persino a se stessi. La creazione di un’altra identità può avvenire per gioco ma può portare anche a conseguenze psicologiche ingestibili individualmente.
Internet come un luogo d’incontro, un gioco, una modalità d’interazione o una perversione?
Internet come fuga dalla realtà può essere rilassante ma può persino generare apatia alla realtà, stress riflesso nel lavoro e in famiglia, depressione, fuga dai doveri e dai piaceri reali, internet come malattia.
Scopo secondario, dopo l’incontro con l’amico, in chat è la conoscenza di nuove persone del genere che ci attrae. La chat come mezzo per conoscere uomini e donne finalizzato al dialogo inteso in una dimensione protetta, o all’appuntamento fuori dallo schermo per appagare i 5 sensi, con il fine più spesso sessuale che di creazione di amicizia.
Uscire in un locale non significa automaticamente conoscere persone, anche per le donne è diventato difficile scommettere sul fatto che la notte si conosceranno uomini in discoteca.
La mancanza di tempo data dalla frenesia della società, lo stress lavorativo, l’individualismo, l’incapacità di comunicare, la perdita di valore porta a chiuderci in piccoli gruppi e a non interagire all’esterno, perciò è difficile fare nuove conoscenze nei luoghi pubblici.
È molto più facile interagire con chi ci piace nel web, anche perchè c’è più spazio all’immaginazione  per vedere nell’altro quello che ci piace e le caratteristiche che desideriamo attribuirgli, inoltre noi stessi possiamo crearci un’immagine socialmente attraente. Possiamo decidere di non essere noi, creare profili che ci rendono belli, simpatici e audaci. Uscire dalla monotonia del quotidiano può rappresentare una valvola di sfogo, ma anche un’arma a doppio taglio.
Nelle chat ci sono molti single che sono li non solo per i motivi sopra elencati (timidezza, apatia…) ma anche per mancanza di tempo. Uomini e donne in chat possono cercare l’anima gemella (sempre meno spesso anche per le donne), o un compagno/a per la serata, per chiacchierare o per trasgressione.
Anche l’incontro dietro la webcam rappresenta una vera e propria esperienza alternativa e appagante  al sesso.
Molte persone fanno sesso virtuale in aggiunta al sesso reale considerandolo qualcosa di diverso, appagante perchè nel sesso virtuale non c’è l’ansia da prestazione, non si ha paura di essere giudicati, non si vedono molto i difetti fisici in cam, di solito lo si fa con estranei, quindi non si è emotivamente coinvolti. Il sesso virtuale stimola la fantasia. Come un arma a doppio taglio però c’è il rischio che il cyber sesso sostituisca il sesso reale, crei dipendenza e sviluppi patologie gravi: di gente che sta tutta la notte connessa se ne possono immaginare le conseguenze.
Più della metà delle persone che si dedicano al sesso virtuale sono sposate e lo fanno mentre il partner dorme, lo fanno di solito di nascosto per stimolo che gli serve poi quando vanno nel letto o più frequentemente per fuggire dalla coppia.
Ci sono anche coppie che praticano sesso virtuale assieme davanti alla webcam, appagate come tutti gli altri soggetti dall’esibizionismo alternativo trasgressivo.
Ma il tradimento virtuale può considerarsi un vero tradimento?
Dal mio punto di vista no. Se il chattare ha come scopo quello di confrontarsi con l’altro genere, per cercare di comprendere gli universi maschili e femminili nell’unico modo in cui si può conversare con sconosciuti senza inibizioni, e se il sesso virtuale non è finalizzato all’incontro ma a un appagamento individuale a una masturbazione, e soprattutto se questo non sostituisce il sesso reale e il dialogo nella coppia, allora non si può parlare di tradimento.
Non è automatico né semplice rivelare al partner che si frequentano ambienti virtuali, primo perchè ogni individuò desidera la propria intimità, uno spazio segreto al compagno e poi perchè il sesso virtuale non è socialmente accettato. Nella nostra società il esso virtuale rappresenta qualcosa di spregevole, peccaminoso di cui non siamo ancora pronti a parlare, e non solo il desiderio di evadere dalla coppia ma anche la paura di perdere il partner spinge a non condividere l’esperienza virtuale.
Nonostante ciò ci sono coppie, sopratutto intorno ai 40-55 anni che utilizzano siti e forum per stabilire contatti e amicizie particolari con altre coppie e singoli per forme nuove di sessualità: scambi di partner, gangbang, giochi di ruoli (padrone, mistress, schiavo, schiava…). Non credo si debbano giudicare più negativamente queste condotte rispetto al tradimento virtuale del singolo. Tali coppie si considerano mature ed evolute e normalmente non fanno questi incontri per la monotonia del proprio partner ma per cercare con lui/lei nuove esperienze, precisando sempre nei loro annunci di essere innamorati.
Tutto il discorso gira sul fatto che trasgredire alle regole è eccitante, quindi se le regole le detta la società, la Chiesa in primis, sarebbe opportuno iniziare ad approfondire tale tematica, non tanto per   gli adulti che giocano con il websex ma per i deboli, per gli adolescenti che affrontano da soli i pericoli del web, per gli emarginati che si rifugiano nel web non relegando il loro stato a follia.


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